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Ippicamente parlando... Amici Veri e Falsi...

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Il mondi dei cavalli è un mondo di amici, veri e falsi.
Si ripetono le varie sfaccettature caratteriali del mondo lavorativo, ma senza l'aggiunta dello stress quotidiano e del ritmo serrato.
Le tinte forti si smorzano. I sentimenti vengono modulati. I contrasti appaiono diluiti.

Al maneggio le differenze sociali scompaiono o almeno si  attenuano.
Le stesse differenze che alzano un muro invisibile e insormontabile nel mondo di tutti i giorni dove il “Dio Denaro” detta legge e l'arrampicata sociale usa corde e picconi per la salita piantandoli dolorosamente sul corpo e l'anima di chi la ostacola o gli sta vicino.

La società ippica ha altre priorità.
Non si riconosce nei modelli del mondo lavorativo dove la cultura - che si identifica con i traguardi raggiunti e non con la profondità della conoscenza – differenzia gli uomini e crea le caste, e dove c'è un'omogeneità di comportamenti, di vedute, di stile di vita.

La società ippica capovolge la gerarchia consueta.
La casta si apre, avviene un interscambio spontaneo, si fraternizza subito.
Il laureato, il professionista, l'operaio, lo studente, la casalinga... parlano tutti la stessa lingua fatta di stesse emozioni e si capiscono con facilità impossibile in altri contesti.

Chi ha la passione del cavallo, non ha bisogno di tempo per accettare nuovi amici: la condivisione della  passione azzera i tempi.
Basta poco per capire se “qualcuno è dei nostri”: una foto, un simbolo sulla scrivania e, come fosse stata pronunciata una parola magica, si abbattono tutte le resistenze e si diventa “amiconi di vecchia data”, senza differenze di sesso e di età.

Il “tu” è d'obbligo: chi ama i cavalli è un amico, di certo un tuo pari.
Come tra gli appassionati di calcio, esiste solo un argomento di discussione: non so come si possa parlarne all'infinito trovando argomentazioni interessanti, ma tant'è...

Non esiste incapacità a comunicare, il cuore parla per te.
Al maneggio ci si aiuta a vicenda, chi può fa, chi non sa chiede.
C'è un'etica  nel mondo ippico: l'etica dell'aiuto e rispetto reciproco.
Non si entra in campo improvvisamente: serve una richiesta, un permesso.
Non si lascia mai in campo un cavaliere da solo: si torna insieme in stalla... ognuno, in situazioni di bisogno, deve avere un compagno pronto ad aiutarlo.

E gli amici falsi?
Gli amici falsi sono quelli che si introducono in questo mondo ippico senza riuscire a coglierne l'essenza perché mossi da intenti che non sono l'amore per il cavallo in sé.
Li riconosci subito perché non amano. Usano il cavallo al pari di una bella macchina o di una moto veloce .
Non lo rispettano e non lo curano. Non ne percepiscono le emozioni e puniscono le disobbedienze che spesso sono linguaggio di paura.
Lo spingono al massimo, richiedono prestazioni precoci, prestazioni che sarebbero venute a tempo debito, e parlano con la frusta sul collo e gli speroni sui fianchi del cavallo.

La sofferenza dell'animale è spesso evidente.
Si giunge alle volte alla ribellione... ribellione che porta ad altre frustate.
E a fine galoppata, il cavallo accaldato, madido di sudore e con la bava in bocca, viene lasciato lì, senza coperta, senza il controllo di routine degli zoccoli, senza frizionarlo.
Lo stalliere accorre, toglie i finimenti, slega la sella e si accorge subito che qualcosa non va, i finimenti erano troppo stretti... o il morso in bocca troppo forte... o il sottopancia indurito che ha lesionato la cute... o la sella posizionata male ha graffiato il garrese.

Lo stalliere, umile personaggio, ha maggiore dignità e sensibilità: vive coi cavalli e per i cavalli.

L'amico falso guarda i progressi ottenuti con grande difficoltà e impegno, ma non si identifica nei tuoi successi. Non condivide il tuo assetto, critica i tuoi stivali, ostenta la sua sella degna di un regalo da gioielleria.
I suoi abiti sono lustri, gli stivali sempre lucidi: non si immergono mai nello sterco.
Sono “i signori” dell'ippica e ci tengono a demarcare la differenza.
Ma, per quanto lontani da te, sono lì, accanto alla stalla del tuo cavallo e... in fin dei conti riesci lo stesso a parlare con loro, a chiedere o dare consigli... a ridere delle cadute.
Che importa se fuori del maneggio le distanze ritornano? Il saluto sarà sempre un po' più caldo.
E' la passione l'indiscussa sovrana: simbolo della comunione di intenti, fulcro di emozioni... porto di un mondo di amici, veri e falsi...

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