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Sigur Ros - Agaetis Byrjun

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Prima che passassi definitivamente agli MP3, i sabato pomeriggio andavo quasi sempre alle Discoteche Laziali, un grande negozio di dischi sito in Via Giolittivicino alla stazione Termini. Ci andavo perchè potevi ascoltare 50 secondi di ogni canzone di ogni album: forse poco, ma abbastanza per farti un'idea sul tipo di musica che offriva un artista. Mi piaceva vagare senza meta fra i dischi internazionali.

Un sabato vidi la copertina di questo album uscito nel 1999. Era bellissima e dolcissima, una specie di feto alieno immerso in una placenta cosmica. Lo volli ascoltare, e subito dopo riascoltare... e riascoltare: una musica mai sentita, straniante ed evocativa, sublime.

Mi segnai il nome del gruppo e dell'album, andai a casa a cercare informazioni. Lo ascoltai sull'autobus durante il tragitto che mi conduceva al lavoro; lo ascoltai la sera al buio con la luna che illuminava la stanza; lo ascoltai in macchina... me ne innamorai come mai prima per un album, per un opera fatta dall'uomo.

I Sigur Ros sono un gruppo Islandese e cantano in lingua madre, una lingua per noi incomprensibile ma musicale come poche. L'Islanda è la terra del fuoco e del ghiaccio, la terra degli opposti, l'ultimo scampolo di civiltà prima dell'ignoto, prima delle vaste zone artiche disabitate e dominate dalla natura. Questo album sembra essere una colonna sonora per un viaggio in solitaria verso un mondo sconosciuto ma abbagliante: musica che ti avvolge accarezzandoti come la brezza gelida verso un sole di mezzanotte. Sei solo tu, la natura e magari la persona che ami.

Di tutte le perle contenute in quest'opera la più splendente è Viðrar vel til loftárása,. Inizia con chitarra distorta che simula un bombardamento, quindi entra leggero il piano quasi a non voler dar fastidio. Il basso ed i violini accompagnano una melodia che culla, molto notturna e sfavillante. Jonsi canta in modo fiabesco, quasi in falsetto.
Cresce l'intensità. L'esplosione defragrante della chitarra suonata con un archetto di violino ed il susseguente crescendo di un orchestra è quanto di più maestoso possano udire le nostre orecchie: una forza che lascia senza fiato e senza controllo emozionale; un forza che lancia la nostra mente in un mondo da raggiungere per abbandonare il vivere civile ed in cui tornare a sentire, con semplicità, le nostre più vivide emozioni.

Forse il paese è proprio l'Islanda... chi lo può sapere?!

Sigur Ros - Agaetis Byrjun

  • Intro - 1:36
  • Svefn-g-englar ("Sonnambuli" [letteralmente: "Angeli notturni"]) - 10:04
  • Starálfur (letteralmente "Fissando un elfo") - 6:47
  • Flugufrelsarinn ("Il salvatore dell'essere volante")[3]. - 7:47
  • Ný batterí ("Nuove Batterie") - 8:11
  • Hjartað hamast (bamm bamm bamm) ("Il cuore batte (boom boom boom)") - 7:11
  • Viðrar vel til loftárása ("Bel tempo per un bombardamento aereo") - 10:18
  • Olsen Olsen - 8:03
  • Ágætis byrjun ("Un buon inizio") - 7:56
  • Avalon - 4:00

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